ma per caso… anche a voi….… vi fanno venire una nevra madornale quelli che, appena ti sei collegato a FB – MSN – SKYPE – INPS - vi saltano dentro al pc con un messaggio tipo ‘ciaoooo, come va, tutto bene? ‘
Perchè io li trovo IN-SO-PP-OR-TA-BI-LI ! Primo: sovente non hanno alcunché di reale da comunicare. Secondo, mi fanno sentire braccata, tipo l’Uomo in Fuga di Stephen King. Poi io Skype e Msn li uso per lavoro, e questo spiega perchè li ho sempre aperti sul pc: fate un po’voi: io son lì, dietro alla mia scrivania, occhialini sul naso, espressione da sfrancicaminchia appiccicata alla faccia, che parlo di robe altamente professionali col mio Chef (tipo quanto costa alla settimana lo chalet a Crans Montana che gli sto cercando per Natale… 'seee, Chef, ha ragione... guardi: se non c'è la jacuzzi di fanta non lo confermiamo...') e salta fuori uno, a volte addirittura SCONOSCIUTO con trillo e tutto, che alle 15.40 (orario pienamente lavorativo) mi fa tracimare lo schermo di faccine ’ciaaaaaaao tutto beeeeneeee ‘’
’Chef: ‘Mi scusi tanto Barbie se l’ho disturbata; torni pure ai suoi social network’ commenta sardonico colui che mi permette l'acquisto di generi alimentari altamente calorici grazie al conquibus che mi eroga a fine mese....Che sia seccato perché non l’ho aggiunto nei miei contatti né taggato nelle foto ??
..comunque ora mi spiego perché l’anno scorso niente premio produzione...
‘Cosa facciamo da mangiare a Natale?’
Ecco, quando la NonnaSprint (genitrice di Barbie) pone questa domanda significa che il Natale è alle porte. È lì, che incombe. Ansia a manetta.
(fra parentesi: ogni anno mi ripropongo di acquistare tutti i doni entro e non oltre il 15 agosto, ma poi – va a sapere perché – non ce la faccio. Tant’è che oggi è il 16 novembre, e io di regali ho comprato solo 4 kefia (a Madrid) per le amichette dell’Infanta … dov’è che le ho messe ?? le ho riposte dicendo ‘le metto qui, così mi ricordo’… sicuro saltano fuori verso il 12 gennaio, quando ormai è passata anche l’Epifania. Impossibile riciclarle per il natale 2010 perché: a) passeranno di moda b) le riperdo sicuro. Andrà a finire che le cucio insieme, e ci faccio un bel copridivano… a proposito: dov’è che ho messo la macchina da cucire ???...)
Comunque: in vista del Natale la NonnaSprint butta lì la fatidica questione.
La Sorella di Barbie propone: sentite, non meniamocela troppo. Siamo la metà di mille (*) Confezioniamo piatti raffinati ma semplici. Stoviglie graziose ma di facile maneggio. Non troppi antipasti, che scionfano.
Il che, tradotto in lingua corrente, significa: antipasti: un etto emmmezzo di crudo, si quello in offerta va bene. Di primo pasta al burro. Secondo la simmenthal. Piatti e bicchieri di plastica. Alle due e venti è tutto finito.
Abbattuta la scorsa settimana da una semi suina pubblico con piacere un vecchio articolo apparso su Repubblica, in una prosa mirabile, per la gioia di chi, ancora oggi, se la spassa sotto il piumone con 37 e 9...
Repubblica — 23 novembre 1996 pagina 1
CON ESECRABILE efficienza, un' affascinante fanciulla decanta nello spot televisivo le mirabilie di una nuova pillola antinfluenzale, elecando terroristicamente le conseguenze di una settimana di malattia: affari persi, cene svanite, occasioni rinunciate. Quando invece di tutti i mali che avvicinano gli umani alla unica certezza di questa vita, la morte, l' influenza è il più confortevole. Dona ai medici una scusa per dare un nome tranquillizzante a tutte le malattie che non sanno; ai malati il privilegio d' essere malati senza preoccuparsene soverchiamente. Male non grave, anzi elegante persino nel nome che sta per scorrimento e flusso in latino medievale, l' influenza avvolge in un malessere acqueo e rigonfio, caldiccio sì ma che non dura, e che poi non nuoce mai molto al corpo. E invece dona ai sentimenti il ritorno all' impotenza infantile prima e poi alla quiete inconcludente, che altro non deve fare se non perdere finalmente tempo. UN PO' DI reumatismi o mal di testa sono il minimo prezzo per ridivenire petulanti, infantili, infine rassegnati, quieti, del tutto ineconomici, in nulla vitalisti. In un' epoca economica per definizione, e in cui la ginnastica, e l' economicizzazione di ogni felicità, il non avere pace, diverranno tra poco norme costituzionali, in questa epoca sciagurata l' influenza è ormai l' unico serio anticapitalismo che ci sia rimasto. Ovvio dunque che la torma di ignoranti, educatisi al vizio del lavoro, l' avvèrsi, e poi una diseducativa reclame televisiva, elenchi le cose tutte sciocche e trite che possono farsi, se soltanto con una pillola si evita l' influenza. E i più, tanto pervertiti da considerare ormai norma di salute un pensiero sovraeccitato, sempre ansioso e che genera fretta, magari ci credono pure, giudicano sensato il pregiudizio. In anni degeneri in cui il lavoro è divenuto un mezzo, che non sa più il suo fine, e viene chiamato svago un nugolo di piaceri reiterati a comando e quasi sempre peggiori di un lavoro, ora si calunnia l' influenza, unico stato in cui l' umano moderno non nuoce a se stesso, perche grazie al cielo, non può ricercare il progresso. E deve invece preoccuparsi o meglio abbandonarsi ad un totale risanante regresso. Quindi sperimentare che inaudito privilegio siano quei due o tre giorni di attutimento; se solo non si abbia la fretta di guarire, e invece si ceda alla quiete di un esistere finalmente ne vitale, ne economico, ne progressivo. Per chi non soffra già, per vecchiaia, o altro male, non dovrebbe dunque dirsi un male ma appunto influenza, e stato da elogiarsi. Come deve e può solo approvarsi l' esistere riparati, ovattati, e il bere tè bollente, il rimirare i gatti che in acrobazia saltano sopra il letto, il privilegio di non dover rispondere a tono, il potere giocare i giochi dei bambini, il disco che gira, la pancia calda, le coperte, l' eccitazione dell' aranciata, e quel libro che si rilegge sempre da capo, i peluzzi della sciarpa sotto la lingua, gli spaghetti aglio olio e peperoncino che disinfettano, la quiete ineconomica, il guardare immobili, e infine la propria menzogna: quel giorno finale in cui s' è già guariti e non lo si ammette, e ci si sente adatti nella vita solo a non fare niente. Terribilmente vi sarebbe, è vero, un altro modo per riconquistare una pausa: il carcere. Ma negli ultimi tempi i Pacini Battaglia sono più numerosi dei Sivlio Pellico o dei Re Enzo. E dunque si deprechino le pubblicità muliebri antinfluenza. Meglio l' influenza, unico anticapitalismo sensato, pausa del vivere, ritorno alle aranciate mai amare. - di GEMINELLO ALVI
Succede di andare al super con la ferrea, fermissima intenzione di comprare 2 cose 2, e precisamente:
- Il quaderno pentagramma grande x scuola di musica
e di uscire da detto super con due borse giganti stracolme di generi di primissima necessità, tra cui:
- un Petit Reblochon de la Savoie.. ne avevo veramente bisogno ?? la cellulite già presente sul mio corpo urla 'NO!'
- tre sciampi diversi (da ‘rinvigorente, all’estratto di muschio selvatico dell’Illinois’ a ‘lisciante, per una chioma fluente senza forfora, protettivo bilanciato, sbiancante e candeggiante, liscia e lucida, rispetta i ricci e l’ambiente’ )
- una confezione di lingue di gatto (e l’Infanta che canta ‘li-li-li-lingueee di gaaattoooooo’)
- diversi pacchetti di moncheri (la nostra droga)
- zero quaderni pentagramma (non c’erano)
- zero detergente (esaurito… come me)
Spesa complessiva: euro 62.50
E meno male che non c’era il Puzzone di Moena, se no compravo un mezzo chilo pure di quello….